L’influenza si manifesta come una malattia a carico dell’apparato respiratorio  che colpisce ogni anno adulti, bambini e anziani. La diffusione può avvenire da parte di persone infette tramite le goccioline emesse con la tosse e gli starnuti, inoltre è possibile una trasmissione anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Il quadro clinico è caratterizzato da febbre e malessere generale, con brividi, mal di testa, mialgia, raffreddore e tosse. Talvolta, si aggiungono, a completare il quadro, soprattutto nei bambini, nausea, vomito e diarrea. Nei casi non complicati, la sintomatologia si risolve spontaneamente entro una settimana dall’esordio. I casi più gravi riguardano di solito i soggetti portatori di patologie, come ad esempio il diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie o malattie immunitarie.

Il virus dell’influenza

I virus responsabili dell’influenza sono 3 tipi: A, B e C, appartenenti alla famiglia delle Orthomyxoviridae.  Sono virus a RNA che esprimono in superficie delle glicoproteine, le principali delle quali sono l’emoagglutinina (HA) e la neuraminidasi (NA). L’antigene HA è responsabile della virulenza mentre l’antigene NA favorisce il rilascio del virus all’interno delle cellule infettate. I virus influenzali di tipo A sono caratterizzati da una particolare capacità, il continuo cambiamento chiamato “deriva antigenica”, che si verifica quando la replica dell’RNA virale determina in modo graduale un accumulo di piccole mutazioni nei siti di legame con l’anticorpo delle proteine. Le modifiche antigeniche che si realizzano sono di solito piuttosto modeste; tuttavia, gli anticorpi che hanno contrastato i precedenti ceppi virali potrebbero riconoscere parzialmente, o non riconoscere affatto, i virus mutati. Questo spiega perché ci si può ammalare ogni anno.

Il vaccino antinfluenzale

I vaccini attualmente a disposizione in Italia, tutti inattivati, sono efficaci e costituiscono a tutt’oggi il principale strumento di lotta nei confronti della malattia influenzale. Essi sono sottoposti a rigorosi controlli e le reazioni avverse segnalate hanno riguardato soprattutto problemi non gravi localizzati nel sito di iniezione, come gonfiore, arrossamento, dolore, oppure malessere generale con febbre e mialgia. Questi sintomi scompaiono spontaneamente dopo pochi giorni. Il vaccino si somministra per via intramuscolare, preferibilmente nel muscolo deltoide. Bisogna ricordare che occorrono circa 2 settimane dalla somministrazione del vaccino perché si instauri l’immunità, che perdura per un periodo di 6-8 mesi, per poi scemare gradualmente. Per questo motivo, e perché il virus influenzale può mutare di anno in anno, è necessario sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ogni stagione influenzale.

Il vaccino omeopatico

Data l’intrinseca variabilità antigenica dell’Ortomixovirus influenzale e la contemporanea presenza nell’ambiente di virus responsabili  di sindromi simil-influenzali, la medicina omeopatica ritiene opportuna una profilassi immunitaria attraverso l’induzione di una risposta primariamente aspecifica, in grado di potenziare in modo naturale le difese dell’organismo. I rimedi omeopatici agiscono stimolando una risposta cellulo mediata (linfociti T citotossici e cellule Natural Killer), attraverso meccanismi di citolisi delle cellule infettate dal virus, in grado di by-passare il problema della variabilità antigenica del virus influenzale e del gran numero di diversi agenti virali responsabili delle forme parainfluenzali.

Vediamo alcuni componenti dei vaccini omeopatici:

  • Anas barbariae, l’omogenato di fegato e cuore di Anas barbariae è particolarmente ricco di DNA e mRNA virale; l’attività omeofarmacologica dell’omogenato è ascrivibile a quella dei nosodi:stimola la risposta immunitaria cellulo-mediata (principalmente linfociti T citotossici e Natural Killer) volta alla lisi cellulare.
  • Belladonna, l’azione è antinfiammatoria, agisce selettivamente sulla fase vasale della flogosi ma più in generale sull’intera sindrome infiammatoria comprendente rossore, ipertermia, dolore. Ha spiccata azione antipiretica.
  • Cuprum, tropismo elettivo per il sistema nervoso su cui agisce riducendo le sindromi convulsive caratterizzate da contrazioni tonico-cloniche dei muscoli scheletrici. È riconosciuta a Cuprum attività antalgica.

Il vaccino omeopatico è privo di effetti collaterali e presenta una straordinaria compliance da parte dei pazienti.

Conclusione

L’influenza rappresenta uno dei principali motivi di consultazione medica ed è la principale causa di assenza da lavoro e da scuola, malattie da raffreddamento e virosi intestinali possono purtroppo completare il quadro ma, aiutare il nostro organismo attraverso la vaccinazione è possibile. Abbinare medicina tradizionale e medicina omeopatica può rappresentare la forma più completa di protezione; la medicina omeopatica, infatti, può anche assistere alla medicina tradizionale senza nessun tipo di interazione, apportando anzi svariati benefici.