Il fegato è una ghiandola di importanza cruciale per il benessere e il buon funzionamento del nostro organismo. Sarebbe quindi necessario, almeno due volte l’anno, eseguire un trattamento di drenaggio e depurazione che abbia come bersaglio proprio questo organo.

Che cos’è il fegato

Il fegato è la ghiandola più grande che il nostro corpo possiede, è uno degli organi più importanti del corpo umano. Si trova nella parte superiore destra della cavità addominale, subito sotto il diaframma. Ha forma grossolanamente ovoidale, colore rosso brunastro e consistenza molle. È essenziale per la vita: senza di esso molte funzioni del corpo come il metabolismo dei nutrienti, la coagulazione e la disintossicazione del sangue non sarebbero possibili.

Le funzioni del fegato

Alcuni dei principali compiti di questo organo sono: ricevere i nutrienti dall’intestino dopo la digestione e l’assorbimento del cibo; accumulare gli zuccheri sotto forma di glicogeno come riserva calorica, per utilizzarli in caso di necessità (per esempio in caso di digiuno); produrre il colesterolo e la bile, necessaria per la metabolizzazione dei grassi; filtrare il sangue; aiutare il pancreas e i reni nel metabolismo dei carboidrati; formare riserve di alcune vitamine.

Le erbe che aiutano a drenare il fegato

  • Cardo mariano o silybum marianum: è il rimedio migliore per le intossicazioni epatiche. La silimarina, sostanza contenuta nei frutti maturi nel cardo mariano, è efficace nel trattamento delle infiammazioni del fegato, per chi ha ecceduto con l’alcol e cibi ricchi di grassi. Il cardo mariano evita che le tossine danneggino le cellule sane del fegato, mentre aiuta quelle malate a rigenerarsi. E’ anche un potente antiossidante, in quanto capace di catturare i radicali liberi. Infine la silimarina inibisce la la formazione di prostaglandine e leucotreni infiammatori. La silimarina è pressoché insolubile in acqua, pertanto le infusioni dell’erba non sono utili, ma sono presenti estratti standardizzati di elevata qualità.
  • Carciofo o Cynara scolymus: le foglie contengono flavonoidi glicosilati, composti polifenolici, lattoni sesquiterpenici e tannini. Ha attività coleretica, da cui deriva l’uso come stimolante delle funzioni epatiche e biliari. L’incremento dell’attività epato-biliare favorisce il metabolismo lipidico, abbassando i livelli di colesterolo cattivo, migliorando la digestione e vincendo la stitichezza. Come il cardo mariano è antiossidante, quindi difende l’organo dall’eccesso di radicali liberi che lo danneggia.
  • Tarassaco o Taraxacum officinale: Le radici di tarassaco contengono sesquiterpenlattoni (composti amari), alcoli triterpenici, composti fenolici, sali di potassio e inulina. Le foglie contengono carotenoidi, vitamine (A, B, C, D) e flavonoidi glicosilati. Ha una potente azione drenante sul fegato e sull’intero organismo, le radici infatti, hanno azione coleretica ed eupeptica. Utile in caso di disordini epatobiliari, dispepsia e perdita di appetito, di steatosi (fegato grasso), riduce infatti i trigliceridi e stimola il flusso biliare con effetto detossicante e lassativo. Le foglie di tarassaco hanno principalmente azione acqua retica pertanto sono indicate in caso di ritenzione idrica. Adatto anche per depurare la pelle.
  • Rosmarino o Rosmarinus officinale: difende il fegato da molte sostanze tossiche e anche da alcuni farmaci. Abbassa i livelli di colesterolo cattivo. Inoltre ostacola il calo del glicogeno epatico e della glutatione S-transferasi, un enzima importante per produrre antiossidanti.